Sono sostanzialmente dei “ripetitori di bit” che riproducono i bit in ingresso a un’interfaccia su tutte le altre interfacce. Nella pila ISO/OSI gli hub si collocano al livello 1, così come i ripetitori di segnale.

La distanza massima tra un nodo e un hub è 100 m e, nel caso di malfunzionamento di un adattatore, l’hub è in grado di rilevarlo e di disconnetterlo dalla rete.
Possiamo organizzare la rete in modo gerarchico ponendo un hub a livello più alto (backbone hub) al quale connettere i singoli hub, dove ogni singola LAN collegata può essere considerata un segmento di rete.

Il principale svantaggio degli hub è quello di non isolare i domini di collisione: le stazioni possono subire una collisione per una trasmissione simultanea con qualunque stazione presente su qualunque segmento.
Tra i vantaggi degli hub ricordiamo il costo e la possibilità di creare reti con buona tolleranza ai guasti introducendo diversi livelli nella struttura gerarchica, in modo
da creare segmenti comprendenti pochi host o introducendo ridondanze che permettono il funzionamento della rete anche in presenza di rotture di uno o più hub stessi.
Possono inoltre “raccogliere dati” utili per realizzare statistiche e quindi dare all’amministratore preziose indicazioni per effettuare il monitoraggio della rete.
Nella tecnologia Gigabit Ethernet gli hub prendono il nome di buffered distributors.

